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IV Novembre 2026, il discorso del sindaco Filippo Sacchetti

Le celebrazioni locali si sono svolte domenica 1° novembre

Data :

1 novembre 2026

Categorie:
Comune
IV Novembre 2026, il discorso del sindaco Filippo Sacchetti
Municipium

Descrizione

Buongiorno a tutte e a tutti,

oggi, nella Giornata di Ognissanti, anticipiamo la celebrazione del 4 Novembre, giornata in cui parteciperemo insieme agli altri comuni della provincia alla celebrazione collettiva di Rimini. Lo faremo tutti insieme per testimoniare il valore dell’essere una comunità coesa nel giorno in cui in tutta Italia ricorda la fine della Prima Guerra Mondiale celebrando appunto la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, che oggi sono qui presenti e che ringrazio per aver risposto al nostro invito, insieme alla Polizia locale, alle associazioni combattentistiche e alle autorità civili. 

E che ringrazio anche per lo straordinario lavoro che compiono quotidianamente nelle nostre città per garantire la sicurezza o il supporto in caso di eventi calamitosi e all’estero, portando la loro opera preziosa come forze di pace in territori teatro di guerra. Sui tanti fronti del mondo, dove la complessa situazione internazionale richiede loro nuove tecnologie e nuove competenze.

Quattro di loro, quattro militari, giovedì scorso sono morti proprio in una di queste missioni e il nostro pensiero oggi non può che andare a loro. Ai Sergenti dell’Esercito Simone Ruggia e Claudio Marchesi, al Tenente del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana Franco Adriano Zecchillo e al Sergente del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana Laura Procacci. Ai loro cari e alle loro famiglie vanno la grande vicinanza e il cordoglio dell’intera comunità di Santarcangelo che rappresento.

È anche per questo che sono importanti celebrazioni come il 4 novembre, che rappresenta un monito per ricordare alle nuove generazioni di tutte le nazioni a non perseguire più la strada della violenza e della guerra. Giovani come quelli che in Serbia sono riusciti a porre fine al governo dittatoriale di Aleksandar Vucic e che, in milioni, manifestano - seppur in certi casi travalicando certi limiti - il loro dissenso a una certa politica economica e salariale e alle imposizioni dei potenti del mondo. 

In un Paese come il nostro che “ripudia la guerra” per Costituzione, è giusto interrogarsi costantemente su cosa accade intorno a noi, su certe derive che ci circondano, su cosa possiamo e dobbiamo fare. Oxfam stima che nel mondo le persone bisognose di aiuti umanitari a causa della guerra sono 300 milioni, ma circa la metà non saranno raggiunte dal sistema internazionale degli aiuti: il costo dell’emergenza è infatti stimato in 46,4 miliardi di dollari, ma il drastico calo dell’aiuto pubblico allo sviluppo da parte dei Paesi più ricchi priva i contesti di guerra delle risorse chiave per garantire beni di prima necessità e sicurezza alimentare.

E la fame si trasforma così in un’arma, viene utilizzata come tale: la quasi totalità delle persone colpite da malnutrizione acuta nel mondo vive infatti in circa 54 paesi attraversati da guerre. Nei contesti più critici (come la Striscia di Gaza o il Sudan), il blocco intenzionale degli aiuti alimentari e la distruzione delle infrastrutture idriche condannano intere popolazioni alla carestia o a gravi emergenze sanitarie.

Per consegnarci un Paese libero e democratico, chi è venuto prima di noi  ha combattuto anche a costo della vita ed è per questo che abbiamo voluto essere qui davanti al nostro Monumento ai Caduti, nel cuore della Piazza Ganganelli e della città, anche quest’anno che non è visibile. Che è coperto dalle impalcature. Lo stiamo restaurando, riportando all’antico splendore, anche per ringraziare tutti loro, tutte le donne e gli uomini che hanno sacrificato tutto, anche loro stessi, per dare a chi li seguiva un mondo migliore e più giusto. Così come farà il presidente della Repubblica mercoledì a Roma deponendo una corona all’Altare della Patria sulla tomba del Milite Ignoto, che custodisce i resti di un soldato italiano non identificato della Prima Guerra Mondiale ed è dedicata a tutti i caduti per la Patria.

Per questo fanno ancora più male i gesti vigliacchi come i recenti vandalismi   ai Cippi per i Caduti di Viale delle Rimembranze cui i nostri operai hanno immediatamente messo mano. 

E per questo è fondamentale che ognuno di noi alimenti e contribuisca a quel percorso di pace che, come Comunem stiamo portando avanti da tempo in rete con tante realtà del territorio. Singolarmente, facendo sentire la propria voce, partecipando alle diverse iniziative, collettivamente facendosi parte di un puzzle che, tassello dopo tassello, possa ingrandirsi sempre più e contrastare con forza la violenza, fisica e troppo spesso anche verbale che ancora oggi purtroppo sfocia nelle guerre

Questo mi propongo ogni giorno e vi chiedo ancor più oggi: continuiamo a coltivare la pace. 

Grazie.

Ultimo aggiornamento: 1 novembre 2026, 12:02

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