Descrizione
È passato un anno, mi sembra ieri. E non è la classica frase fatta. Il momento in cui hanno iniziato a circolare le notizie su due ragazzi santarcangiolesi dispersi sul Gran Sasso è uno di quelli che mi accompagnerà tutta la vita. Il telefonino impazzito, tutti che mi chiedevano quello che non sapevo, la ricerca spasmodica di informazioni con il cuore in gola e il pensiero ai familiari angosciati. Mi sembrava tutto impossibile, Luca Perazzini e Cristian Gualdi, due ragazzi qualche anno più grandi di me, che vivevano ed erano parte attiva della nostra comunità e della nostra piazza si trovavano bloccati a migliaia di metri d’altitudine in mezzo a una tormenta di neve.
I contatti con la famiglia, il cercare canali istituzionali, il pensiero fisso su quelle pendici cercando di farsi e trasmettere forza e vicinanza. Ripetendosi, quasi a esorcizzare la paura, “non è possibile che nel 2025 non si riesca a raggiungerli. Tutto finirà bene”.
Invece le ore che passavano senza che arrivasse la notizia attesa da tutta la collettività, le ore diventate giorni, i giorni di Natale, quelli che si passano in famiglia e che tutta Santarcangelo ha vissuto con grande vicinanza stringendosi da comunità, come sa fare in maniera straordinaria quando c’è qualcuno in difficoltà.
Fino a Santo Stefano, quando anche l’ultima fiammella di speranza è venuta meno e sono stati recuperati i corpi. Lì dove si sapeva che erano fin dal primo momento grazie all’attrezzatura di Luca e Cristian.
Il momento di raccoglimento pubblico con le famiglie e le lanterne accese simbolicamente lungo i gradini della scalinata di via Saffi insieme ai genitori, ai fratelli, agli amici e idealmente a tutta Santarcangelo è un altro di quei momenti che segnano la vita collettiva e oggi, a distanza di un anno, mi sembra di vederla ancora illuminata la nostra scalinata.
Sembra ieri, sono passati mesi, mesi di dolore, ma anche di approfondimenti giudiziari. Oggi il primo pensiero al risveglio non poteva che andare a loro, a Cristian e Luca e alle loro famiglie, cui rinnovo una grandissima vicinanza personale e a nome di tutta l’Amministrazione comunale e della città. Sia nel dolore che nelle indagini.
A ottobre, la restituzione dei dispositivi dei due ragazzi è stato un nuovo passaggio, doloroso ma necessario, nell’accertamento della verità su quanto accaduto. Chi di dovere sta compiendo tutti gli accertamenti, ci sono state iscrizioni nel registro degli indagati e siamo al fianco delle famiglie anche nella loro doverosa richiesta di approfondire ogni responsabilità, senza tralasciare alcun particolare per accertare se la tragedia potesse essere in qualche modo evitata.
A cura di
Contenuti correlati
- Al via a breve il restauro del monumento ai Caduti di piazza Ganganelli
- I “Condomini Attivi” di San Giovanni e il riscatto degli ex caselli a Santarcangelo: il modello abitativo del Riminese tra autonomia, rigenerazione e abitare sociale al centro della visita della Commissione Nazionale di Federcasa
- Area lanci: in arrivo nuove dotazioni con magazzino, spazio relax e alberature
- A Santarcangelo estate record per Iat e area camper: 8000 contatti e 5397 visite guidate (59 al giorno), oltre 500 camperisti al mese
- La Festa della Vendemmia chiude l’estate del Meet e celebra i 60 anni della Pro loco
- Domenica 20 settembre torna la Caccia allo Sport: “in campo” 20 società e ben 16 discipline
- Dopo Sp14 e Viale Marini, al via le asfaltature di via Cupa
- All’Emilia Street Parade Santarcangelo si racconta attraverso un’originale installazione visual
- Scuola Franchini, al via l’iter per la manutenzione straordinaria del muro della palestra
- Pug, mercoledì 9 settembre il terzo incontro pubblico per conoscere la proposta di Piano
Ultimo aggiornamento: 27 agosto 2026, 12:10