Descrizione
Un nuovo strumento di amministrazione condivisa per sviluppare insieme ad altri enti, associazioni e cittadini servizi pubblici collaborativi: è l’Opificio di Comunità, che l’Amministrazione comunale lavorerà per istituire nel corso del 2025.
“Diversi progetti sociali che abbiamo avviato in questi mesi hanno un elemento comune: aspirano a un’uscita delle persone dalla presa in carico come conseguenza di un miglioramento della loro condizione attraverso progettualità individualizzate che vedono nella comunità non solo una destinazione finale, ma un ambiente strategico con cui costruire progetti” spiega Filippo Borghesi, assessore ai Servizi alla persona, Inclusione e innovazione sociale, Welfare di comunità e Sanità.
Dall’housing first per le persone senza fissa dimora alla casa per la coabitazione collaborativa e solidale femminile “Borgo Maestro”, dall’apertura della “Casa di Michela” per persone con disabilità fino al progetto per ragazzi neomaggiorenni usciti dalle strutture residenziali avviato presso la “Casa di Ebere e Romanus”, sono diverse le progettualità destinate all’autonomia delle persone e all’accoglienza da parte della comunità recentemente attivati a Santarcangelo, ai quali nei prossimi mesi si affiancheranno progetti in ambito sanitario e nei due caselli dell’ex ferrovia Santarcangelo-Urbino.
“Se in tutti gli ambiti socio-sanitari – prosegue l’assessore Borghesi – si parla di coinvolgimento del territorio, de-istituzionalizzazione, inclusione, promozione di autonomia e autodeterminazione, occorre scommettere sulla comunità e i suoi attori, non solo quelli formali, e sulla possibilità che ogni ente, associazione, gruppo e singolo cittadino e cittadina possa dare un contributo importante per migliorare il benessere e la qualità della vita a beneficio di tutti e tutte”.
“Per dare corpo a questa idea, lavoreremo per costruire uno strumento che faccia da regia e promozione di tutte le possibili connessioni e sinergie capaci di generare maggiore welfare per i cittadini. Abbiamo deciso di chiamare questo strumento ‘Opificio di Comunità’ perché è un termine che richiama all'artigianalità, alla trasformazione di una materia prima in un prodotto finito non seriale, ma personalizzato e di qualità, che è la direzione verso cui cerchiamo di portare i nostri servizi, non solo quelli sociali”.
“Lavoreremo all’Opificio di Comunità nel corso del 2025 e per il tempo che sarà necessario a costruire uno strumento che non vuol essere solo una buona prassi del presente, ma una scelta strategica per il futuro: il primo passo sarà la costruzione degli strumenti normativi, le ‘regole del gioco’ per rendere Santarcangelo un luogo fertile alla diffusione di pratiche di amministrazione condivisa e allo sviluppo di nuovi servizi pubblici collaborativi, che aumentino la qualità e la quantità di possibilità per la cittadinanza”.
“In parallelo – conclude l’assessore Borghesi – continueremo a sviluppare i tanti servizi già esistenti, cercando di valorizzarli attraverso percorsi di coinvolgimento del territorio e dei suoi protagonisti come sta avvenendo con il progetto Casa Community Lab nella sanità, la Cet nell'educazione e la Consulta del volontariato nella sfera sociale, per fare solo alcuni esempi”.
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Ultimo aggiornamento: 10 gennaio 2025, 15:48