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Santarcangelo Citta dei 15 minuti - La linea 7 della bicipolitana

Il percorso e la storia della linea 7 Ex-Ferrovia

Ultimo aggiornamento: 6 giugno 2026, 08:48

LA LINEA INCOMPIUTA “SANTARCANGELO – URBINO”

“(...) Vale la pena togliere la polvere da questa storia di treni, tirare fuori tutto quello che resta e raccontare. (...) Il modo migliore è di pensare che tutto questo
serva a qualcosa, non solo a ricordare e ad alimentare la nostalgia, ma ancora a muovere la gente, in un modo più semplice, a piedi o in bicicletta.
Questo è il proposito della mobilità dolce che chiede proprio alle vecchie infrastrutture, come le ferrovie in abbandono, di rivedere un’altra vita, una rinascita meritoria e meritata. E allora immaginiamocela davvero una lunga “greenway” di 90 km, da Santarcangelo a Urbino, che rincorre le traversine che non furono, le gallerie nere e le stazioni vuote.”

Albano Marcarini in “La ferrovia sognata.
La linea ferroviaria Santarcangelo-Urbino-Fabriano”
a cura di Massimo Bottini

Anche se l’ex ferrovia nel tratto che attraversa Santarcangelo di Romagna non è mai entrata in funzione, ha lasciato un segno evidente nel paesaggio grazie alla sua linearità, alla massicciata e alla presenza diffusa di vegetazione. Questi elementi contribuiscono oggi a definire un corridoio ecologico di grande valore da preservare e valorizzare.

Fondo Baldini_progetto_linea7

Il tracciato della Ferrovia Santarcangelo-Urbino - Fondo Antonio Baldini, Biblioteca comunale Antonio Baldini

LA EX FERROVIA SANTARCANGELO-URBINO 

Esistono manufatti che osserviamo per una vita intera senza conoscerne davvero l’origine o l’importanza che hanno avuto nello sviluppo delle nostre comunità e nell’identità dei luoghi. Eppure, spesso proprio vicino a casa, sopravvivono tracce di un passato ricco di storie: testimonianze da non dimenticare, ma da preservare e, quando possibile, valorizzare.
La ferrovia Subappennina che doveva collegare Santarcangelo di Romagna ad Urbino aveva una lunghezza complessiva di 67,5 km e il progetto della sezione terminale tra Santarcangelo e San Leo di 22,5 km. La costruzione era iniziata nel 1909 e con lo scoppio della Prima guerra mondiale si rafforzò l’esigenza di una linea alternativa alla costa adriatica, considerata vulnerabile, dando nuovo impulso al progetto.
Il primo tronco, fra Santarcangelo di Romagna e San Leo, fu ultimato nel 1918, ma non entrò mai in funzione per il transito dei treni, anche se le opere e i manufatti per supportarne il passaggio erano stati pressoché completati. Così come i caratteristici fabbricati con valenza di stazioni ferroviarie, progettate per l’assistenza ai convogli e la sicurezza della linea.

I CASELLI FERROVIARI

I caselli ferroviari erano edifici di servizio e abitazione lungo le linee ferroviarie, destinati a ospitare il casellante e la sua famiglia. La loro funzione principale era garantire la sicurezza e il corretto funzionamento della ferrovia, in un’epoca in cui molte operazioni venivano svolte manualmente. 
Il casellante sorvegliava i punti più delicati della linea, come passaggi a livello, ponti e gallerie, azionando manualmente le sbarre, controllando il transito dei treni e verificando lo stato dell’infrastruttura. Il servizio richiedeva presenza continua e attenzione, spesso in condizioni di isolamento.
Le funzioni principali
Sorveglianza e sicurezza - Il casellante controllava il passaggio dei convogli, interpretando segnali visivi come bandiere e luci per riconoscere treni straordinari o situazioni anomale. Gestiva inoltre l’apertura e la chiusura delle sbarre.
Gestione operativa - I caselli erano punti di presidio permanenti lungo la linea ferroviaria. Prima delle moderne tecnologie, il casellante svolgeva anche un ruolo di collegamento e comunicazione con le stazioni vicine e con gli altri caselli, tramite messaggeri e poi linee telefoniche dedicate.
Vita al casello - Per il casellante il lavoro si intrecciava con la vita quotidiana, poiché il casello era insieme luogo di servizio e abitazione familiare. Per integrare il modesto salario, molte famiglie coltivavano un orto o allevavano piccoli animali.

INGEGNERIA FERROVIARIA

In alcuni punti l’antico tracciato ferroviario presenta interessanti opere di ingegneria, sviluppate sia in sopraelevata sia in trincea. Questi interventi hanno spesso contribuito a definire i margini, e talvolta a contenere, lo sviluppo urbanistico dei centri abitati.
Le opere idrauliche in ambito ferroviario sono infrastrutture fondamentali, progettate per garantire la sicurezza del tracciato e una corretta gestione delle acque superficiali e sotterranee. Tra queste rientrano canali di raccolta, ponti, tombini di attraversamento e sistemi di drenaggio della piattaforma ferroviaria.
Nel caso specifico, il manufatto doveva consentire alla ferrovia di attraversare il canale destinato a convogliare le acque provenienti dalle campagne verso lo scolo consortile, ora denominato “Budriolo”.
Oggi, l’opera recuperata vuol essere un luogo di incontro e aggregazione. A tal fine è stata dotata di sedute accoglienti, pensate per favorire la socializzazione, all’ombra di un albero da cui si apre uno suggestivo scorcio sulla vallata del fiume Marecchia con la Repubblica di San Marino sullo sfondo.

Da questa visione nasce la realizzazione della linea 7 della Bicipolitana di Santarcangelo e, più in generale, dell’intero sistema di linee che attraversano il territorio comunale, interpretando al meglio i principi fondanti del progetto “Santarcangelo Città dei 15 minuti”.

SMILE Invito web 15x21 cm


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