Descrizione
Buongiorno a tutte e a tutti e grazie di essere qui.
Voglio iniziare questa celebrazione con una frase recente di Liliana Segre che mi ha colpito molto: “Quando moriremo noi sopravvissuti ci sarà una riga nei libri di storia e poi neanche quello”. Un pensiero semplice, ma terribile, perché se così fosse vorrà dire che ciò che è successo tanti anni fa era solo ricordo e non è diventato memoria.
È invece vitale per un futuro veramente di pace che le due cose vadano a braccetto ed è per questo che sono state istituite due giornate dedicate, la prima il 27 gennaio e la seconda oggi, il 10 febbraio.
Che distinzione c’è fra ricordo e memoria? Il primo è il tenere a mente quello che è accaduto, la seconda è la sua trasformazione, l’elaborazione che ne abbiamo fatto. Ed è da questa che deve venire lo slancio verso il domani. Anche perché costruirla e cercare di conservarla non è stato semplice e sta diventando sempre più difficile riuscirvi con una grandissima parte di mondo che cerca di eliminarla. Non a caso. Perché la memoria non è solo una ricompensa per togliere dall’oblio chi è morto, ma anche e soprattutto un percorso di consapevolezza perché quanto accaduto non si ripeta più.
Per arrivarvi è però necessario il punto di partenza per cui siamo qui oggi. Il Giorno del Ricordo è stato Istituito dalla Repubblica italiana con la legge n. 92 del 30 marzo 2004 per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani nell’esodo giuliano-dalmata, delle vittime delle foibe e delle vicende storiche del confine orientale. E si è scelto di celebrarlo il 10 febbraio di ogni anno perché è la data in cui ricorre l’anniversario dei Trattati di Parigi del 1947, che disegnarono la nuova Europa all’indomani della seconda guerra mondiale.
Disegnarono i nuovi confini, in quello che è un tema ricorrente nella storia. In quella del passato e purtroppo in quella attuale. I confini sono infatti dalla notte dei tempi elemento di scontro e conflitto fra gli uomini e mentre siamo qui a ricordare le 300mila persone costrette a forza a lasciare la Jugoslavia e a trasferirsi in un’Italia che non le voleva, il pensiero non può non andare alle migliaia di profughi palestinesi rifiutati, uccisi, trucidati. O all’Ucraina, teatro di un’altra guerra di confini non solo fisici, con un’Europa purtroppo frammentata e sgangherata che cerca di porre un freno alla follia egemonista di Putin.
Il terzo e decisivo passaggio fondamentale è poi riuscire a far interagire la memoria con lo spirito critico. Ricordare la Shoah o le Foibe deve portarci ad analizzare e a leggere il mondo che ci circonda. Decenni di investimenti massicci, memoriali, istituzionali, scientifici e didattici sugli orrori del passato non hanno cancellato l’antisemitismo, né costruito una coscienza collettiva così forte da eliminare una generale intolleranza nei confronti dei gruppi umani considerati “sbagliati”. Che è anzi più viva che mai.
E allora dire basta a stragi come le foibe, basta cacciate di popoli dalle loro terre come quella sperimentata dagli esuli giuliano-dalmati, significa parlare di oggi, degli spaventosi eccidi e dei continui esodi che il mondo ci propone quotidianamente.
Per questo celebrando il Ricordo il pensiero va agli studenti, alle nuove generazioni e alle nostre scuole, cui chiediamo di insegnare anche attraverso queste celebrazioni il valore della storia e soprattutto l’importanza di approfondirla. Di informarsi, documentarsi, confrontarsi, perché solo con la preparazione si è in grado di costruirsi un pensiero critico e non “ragionare” per slogan, tweet o post. Non basta un messaggio su una chat magari sulle ultime vicende per pensare di aver capito le cose, bisogna andare alla base, alle origini. Trovarne e interpretarne le radici. Solo così possiamo comprendere i conflitti del passato e quelli di oggi e magari costruire veramente quella cittadinanza comune europea che può nascere davvero solo facendo i conti anche con il passato.
E che dobbiamo ai tantissimi che hanno dato la vita per costruire la pace e l’Europa.
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Ultimo aggiornamento: 24 febbraio 2026, 09:11