Descrizione
La Buzzi Unicem sarà acquisita dal Comune solo dopo che gli enti competenti avranno accertato la conclusione positiva delle operazioni di dismissione e di bonifica. Questa condizione imprescindibile affinché l’area entri fra le proprietà pubbliche – che era già stata ampiamente e a più riprese resa nota – è espressamente indicata nell’accordo tra Comune e proprietà privata.
Un accordo, tra l’altro, che prevede il rispetto di standard ambientali di ripristino dell’area non per usi industriali bensì per quelli ancor più stringenti riservati ad attività di servizio o residenziali. Tutto, ovviamente, a carico degli attuali proprietari del compendio immobiliare, senza alcun finanziamento pubblico.
Come già ribadito più volte, in ultimo nel Consiglio comunale che si è tenuto appena due settimane fa, al momento sulla ex Buzzi Unicem è in vigore un piano di dismissione industriale a cui se ne aggiunge anche uno di bonifica – portato avanti dalla proprietà privata sulla base delle indicazioni di Arpae – che costituisce un ulteriore elemento di garanzia per il Comune. Proprio la certificazione da parte dell’agenzia regionale della conclusione positiva degli interventi sarà l’elemento che consentirà l’acquisizione pubblica dell’area.
Anche la proroga dei tempi stabiliti per la cessione al 30 giugno 2025 va nella direzione di una maggiore accuratezza delle operazioni per la tutela ambientale del territorio, compresa una campagna di misurazione dei valori su tutta l’area, con particolare attenzione alle acque di falda.
Risultano dunque poco comprensibili le richieste e gli inviti ad agire che arrivano da più parti, che sono stati di fatto anticipati da un processo di dismissione e bonifica che è già in corso, è stato avviato da un anno ed è strettamente monitorato da Arpae.
Ancor meno fondato, infine, il timore che la vicenda di Mutonia possa in qualche modo essere strumento per accelerare le operazioni di acquisizione a scapito della tutela ambientale. Nonostante le più disparate proposte apparse nei giorni scorsi, al momento da parte dell’Amministrazione comunale non esiste alcuna ipotesi che preveda lo spostamento della comunità dei Mutoid all’ex cementificio, anche e proprio perché i tempi di acquisizione dell’area sono incerti e dipendono dalla conclusione positiva delle operazioni di bonifica.
Con le prime dichiarazioni apparse sugli organi di stampa – prive di fondamento e spesso non aggiornate sui fatti – il nuovo comitato sulla Buzzi Unicem sembra mosso da un fine politico, dall’intento di accusare e utilizzare la vicenda come strumento per dare contro all’Amministrazione più che dal genuino interesse per il futuro di un’area sulla quale invece l’Amministrazione ha deciso di investire per un rilancio e una prospettiva futura a beneficio, non solo della frazione di San Michele ma di tutta la Valmarecchia.
Siamo consapevoli che quella dell’ex cementificio, così come quella di Mutonia, sia una grande partita per la città che deve essere gestita con la massima serietà, sia per gli aspetti ambientali sia per quanto riguarda il vero e proprio progetto di rigenerazione. Ma proprio per questo, l’invito è di non farsi prendere da facili pregiudizi o allarmismi al momento totalmente infondati.
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Ultimo aggiornamento: 14 marzo 2025, 13:30